ASSOCIAZIONE ITALIANA CARTAMONETA

"Pecunia, si uti scis, ancilla est; si nescis, domina"

MATERIALI, GRAFISMI E TECNICHE CONTRO LA FALSIFICAZIONE DELLE BANCONOTE

(di Luigi Lanfossi) Tutti noi ogni giorno maneggiamo e ci serviamo di oggetti di cui spesso non conosciamo ne le origini ne i processi della loro fabbricazione.
Tra questi, le più diffuse, amate e desiderate sono sicuramente le banconote.
I documenti di “valore”, essendo talvolta anche di valore molto elevato, sono sempre stati oggetto di numerosi tentativi di imitazione.
La contraffazione, fenomeno antichissimo e diffuso, si va oggi sempre più configurando come una vera e propria industria criminale, con gravi ripercussioni in ambito sia economico sia sociale.
La nascita di ogni nuova banconota, o di altro documento di valore, è quindi sempre l’esito di un lungo percorso di professionalità̀ e accuratezza, partendo dalla progettazione, fino alle elaborate e complesse fasi esecutive.
Ogni documento di valore, le banconote principalmente, racchiude diversi elementi di sicurezza realizzati utilizzando materiali particolari, elementi grafici e tecniche di stampa: calcografica, litografica, serigrafica, rilievo a secco e tipografica…

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Incontro dei soci dell’AIC e “AIC Magazine” al 130° VERONAFIL

Breve sintesi dell’incontro dei Soci della Associazione Italiana Cartamoneta del 25 maggio 2018 e della presentazione della pubblicazione “AIC Magazine” Anno I, Numero 1  al 130° VERONAFIL

L’incontro dei Soci dell’Associazione Italiana Cartamoneta (AIC) è stato aperta dal dott. Roberto Ganganelli, Presidente dell’Accademia degli Studi di Numismatica, il quale ha sottolineato l’importanza della novità editoriale rappresentata da “AIC Magazine”, la prima rivista italiana completamente dedicata alla cartamoneta
Ha quindi illustrato nel dettaglio il primo numero della rivista, facendo una accurata descrizione dei contenuti dei tredici articoli pubblicati.
Sottolineando come, pur essendo gli articoli pubblicati diversi, sia nell’approccio utilizzato che nella trattazione del tema, questi riuscissero a rappresentare nel loro insieme il frastagliato panorama del mondo del collezionismo e dello studio della cartamoneta.
E’ poi intervenuto il dott. Stefano Poddi, Presidente dell’Associazione Italiana Cartamoneta e Direttore di “AIC Magazine” , il quale ha tracciato un bilancio delle attività culturali, svolte a soli sei mesi dalla presentazione dell’Associazione Italiana Cartamoneta avvenuta al 129° VERONAFIL.
Bilancio decisamente positivo, che fra le altre attività a dato luogo alla pubblicazione del primo numero di “AIC Magazine”, una rivista di quaranta pagine senza sponsor ne pubblicità, graficamente molto piacevole, ricca di contenuti e di spunti di studio.
La pubblicazione, raccoglie l’impegno ed il lavoro di ricerca di numerosi collezionisti, cultori della materia e studiosi della cartamoneta italiana, approfondendone i diversi e molteplici aspetti.Il Presidente ha poi annunciato, in collaborazione con il “Museo della Stampa” di Lodi, una nuova e ampliata edizione della mostra tenutasi a Fabriano nel 2017, il cui titolo sarà “Come si fanno i soldi”.
Tale mostra verrà presentata al 131° VERONAFIL del novembre 2018 e sarà inaugurata a Milano, nei primi mesi del 2019.All’interno della mostra, sarà previsto un Convegno numismatico, con interventi di prestigiosi ricercatori e studiosi della cartamoneta.

La parola è passata poi al dott. Enzo De Angelis, Segretario dell’Associazione Italiana Cartamoneta, notevole esperto filatelico, il quale ha fatto un interessante disamina dei territori di studio comuni fra il mondo filatelico e quello numismatico, ovvero le tecniche di stampa, gli incisori e le grandi stamperie internazionali come l’inglese De La Rue.
Ha puoi accennato ai suoi prossimi studi sulle Officine Carte Valori di Torino, ed in particolare della stampa delle marche da bollo per cambiali da 5, 10 e 15 lire, utilizzate poi anche come cartamoneta nel 1866 a seguito dell’introduzione del corso forzoso.
Le marche da bollo vennero stampate con inchiostro

fuggitivo, un inchiostro che se si tentava di cancellare l’annullo, eseguito a penna o a stampa sulla marca da bollo, il color originale scoloriva e/o cambiava di tonalità, impedendone quindi il riutilizzo fraudolento.
In seguito è intervenuto il dott. Luigi Lanfossi, Socio onorario dell’Associazione e grande esperto delle tecniche di stampa di cartevalori, il quale ha parlato di alcuni sistemi anticontraffazione applicati alle banconote in euro, come gli inchiostri cangianti, nei quali alcune micro particelle di mica presenti nell’inchiostro, con l’incidenza della luce, cambiano il colore dell’inchiostro e delle tecniche olografiche come la banda e la placchetta olografica.

Al fine di trattare in modo sistematico la filiera produttiva delle cartevalori ed in particolare quella delle banconote, ha preannunciato una serie di articoli sulla carta, sulla filigrana, sugli inchiostri e sulle le più utilizzate tecniche di stampa, che verranno pubblicati sui prossimi numeri di “AIC Magazine”,
Il suo intervento ha avuto poi una sessione interattiva veramente coinvolgente, nella quale ha mostrato e fatto toccare con mano: un cilindro filigranatore, descrivendone l’utilizzo e la funzione, alcuni fogli interi di prove di stampa di banconote, prodotte dalle grandi tipografie come dimostrazione della loro qualità e capacità di stampa, ecc.

Il successivo relatore è stato il dott. Umberto Moruzzi, numismatico di lungo corso, il quale ha messo in evidenza, al di là della monetazione metallica a valore intrinseco in oro e in argento, l’assoluta continuità della moneta metallica fiduciaria, priva di valore sostanziale, con la moneta cartacea che nasce già come fiduciaria, spostando il riferimento valoriale dal metallo costituente la moneta stessa alla solidità e alla fiducia riposta nell’ente emittente.
Dario Maraviglia, il più giovane socio dell’Associazione, ha chiuso la serie degli interventi facendoci partecipi del suo breve ma intenso percorso nel mondo della numismatica.
Dalle banconote mondiali alle banconote italiane, per

approdare quindi ai falsi d’epoca delle banconote italiane, dei quali apprezza il tentativo dei diversi falsari di avvicinamento e di imitazione delle banconote originali e dei quali intende approfondire lo studio.
Ha quindi aggiunto alcuni particolari inediti, emersi durante lo studio per il suo articolo “L’Andrea Doria” pubblicato sul primo numero di AIC Magazine, che ha per oggetto le banconote recuperate a seguito del naufragio del transatlantico Andrea Doria.
Una vicenda molto interessante, che coniuga la storia della nostra marineria con quella della cartamoneta italiana.
A conclusione dell’incontro il dott. Stefano Poddi, Presidente dell’Associazione, ha voluto condividere con i presenti una riflessione sulla indiscussa capacità di rendere viva e presente la Storia, attitudine che possiedono tutti i reperti in genere ed in particolare i nummi cartacei.

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La lunga storia del Biglietto di Stato da 10 lire – Non sempre una bella donna trova facilmente marito

(di Gerardo Vendemia) Se il Biglietto di Stato da 10 lire con l’effige di Vittorio Emanuele III fosse stato un’elegante signora, la sua storia sarebbe stata l’ottima fonte di ispirazione per un regista. Ma scopriamo meglio i fatti. Nel 1915 sul trono del Regno d’Italia sedeva da tre lustri Vittorio Emanuele III, succeduto al padre Umberto I a seguito dell’assassinio di Monza del 29 luglio 1900.
Il 24 maggio l’Italia dichiarava guerra all’Austria e fin dall’inizio delle ostilità il Re fu costantemente presente al fronte, affidando parte delle sue funzioni allo zio Tommaso di Savoia-Genova, che rimase Luogotenente per circa quattro anni, fino al 6 giugno 1919. All’incirca dal 1900, la stampa delle banconote nei tagli da 50 a 1000 lire era affidata a soli tre istituti: la Banca d’Italia, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia.
La gestione dei tagli più piccoli in carta, da 1 a 25 lire, denominati Buoni di Cassa e Biglietti di Stato, era compito del Ministero del Tesoro. Si occupava quindi della stampa l’Officina Governativa Carte-Valori di Torino…

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De La Rue, la tipografia inglese nella storia delle banconote italiane

(di Enzo De Angelis e Stefano Poddi) | La Società tipografica inglese De La Rue è stata, e lo è tutt’ora, una delle più importanti stamperie di carte valori del mondo. Fondata all’inizio del XIX secolo da Thomas De La Rue, da quasi 150 anni stampa, tra le altre cose, francobolli e banconote per numerosi paesi in tutto il mondo.
Il periodo che ci interessa è quello immediatamente successivo alla proclamazione del Regno d’Italia, avvenuta il 17 Marzo 1861, in cui il nascente Stato nazionale si trovò  a confrontarsi con gli enormi problemi dovuti alla recente unificazione. Tra questi anche la produzione di carte-valori adeguate e rappresentative del nuovo Stato.
Dal 1851 fino al 1862 la realizzazione dei francobolli del Regno di Sardegna prima, e del Regno d’Italia poi, fu affidata al litografo torinese Francesco Matraire, il quale negli anni 1859-60 si trovò in condizioni difficili per le continue richieste di forniture di francobolli che l’annessione dei nuovi territori comportava. Non era chiaramente una situazione sostenibile per un’impresa semi artigianale, anche se genialmente condotta, come quella del Matraire…

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Repubblica Romana, un inedito bono di Arsoli

(di Stefano Poddi e Enzo De Angelis) | L’uccisione di Pellegrino Rossi fu la scintilla che innescò le passioni popolari che esplosero in tumulti e rivolte, portando alla nascita della Repubblica Romana del 1849.La sua morte venne determinata dalla Carboneria romana, il suo esecutore materiale fu Luigi Brunetti, figlio di Ciceruacchio, fucilato in seguito dagli Austriaci insieme al padre.
Chi era Pellegrino Rossi?
Nato a Carrara, nel Ducato di Massa e Carrara, il conte Pellegrino Rossi (1787–1848) fu un insigne, economista, giurista, docente, diplomatico e politico italiano.Sotto il pontificato di  Pio IX, ricoprì diversi ruoli nel governo dello Stato Pontificio: ministro della giustizia, ministro dell’interno e primo ministro nel governo dello Stato Pontificio.
Convinto federalista, lavorò all’istituzione di una Lega doganale tra gli antichi Stati italiani, che venne affossata da Carlo Alberto di Savoia…

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