In mezzo all’Oceano Atlantico a circa 1.360 km. dalla costa europea del Portogallo e a circa 1.925 km. dai Banchi di Terranova in Canada, come dei semi di sesamo in una piscina olimpica, si trovano le isole dell’arcipelago delle Azzorre[1] formato da 9 isole principali più numerosi isolotti.
L’arcipelago è composto sostanzialmente da tre gruppi di isole: il gruppo orientale composto dalle isole di São Miguel e Santa Maria, il gruppo centrale articolato nelle isole di Graciosa, Terceira, São Jorge, Pico e Faial e il gruppo occidentale formato dalle isole di Flores e Corvo.
Tutte le isole sono di origine vulcanica, anche l’isola di Santa Maria che è stata la prima ad essere scoperta e abitata, ma  è anche l’isola più antica con i suoi circa 10 milioni di anni.
A Pico c’è un vulcano ancora in attività, che con i suoi 2.351 m. rappresenta la più alta montagna del Portogallo.
L’arcipelago, che si estende per circa 600 km., è una Regione del Portogallo, il cui capoluogo è Ponta Delgada che si trova nell’isola di São Miguel.L’arcipelago delle Azzorre venne scoperto da Gonçalo Velho Cabral, al servizio di Enrico il Navigatore nel XV secolo, esattamente nel 1427 e colonizzato  nel 1432.L’origine del nome Azzorre (Açores, in portoghese) deriva dall’avvistamento da parte dei primi navigatori giunti sull’isola di numerose poiane, all’epoca confuse con l’astore, un rapace simile chiamato appunto açor in portoghese.La storia delle Azzorre è ricca e affascinante, caratterizzata da periodi di colonizzazione, sviluppo economico e cambiamenti culturali.
Le Azzorre erano probabilmente conosciute da naviganti fenici o cartaginesi, ma la loro scoperta ufficiale avvenne nel XV secolo, durante le grandi esplorazioni marittime portoghesi.
Nel corso del XV secolo, il re del Portogallo Enrico il Navigatore incoraggiò la colonizzazione delle isole e i portoghesi iniziarono a stabilirvi delle colonie.Le isole furono divise in diverse provincie amministrative e furono colonizzate da contadini e artigiani, provenienti in gran parte dal continente portoghese.
Durante i secoli XVI e XVII, le Azzorre divennero un importante punto di sosta per le navi dirette verso le Americhe e l’Africa.
La loro posizione strategica nell’Atlantico favoriva il commercio, in particolare nel trasporto di zucchero, vino, e altri beni.
Le isole furono anche utilizzate come base per le rotte marittime verso le colonie portoghesi.
Nel corso del XVII secolo, l’arcipelago azoriano venne coinvolto nelle guerre tra potenze coloniali, tra cui l’Inghilterra e i Paesi Bassi, che tentarono di conquistare le isole per ottenere il controllo delle rotte commerciali, durante questo periodo, l’arcipelago subì anche attacchi pirateschi.Il XIX secolo fu un periodo turbolento per le Azzorre, soprattutto a causa delle guerre d’indipendenza in Portogallo e dei movimenti politici interni.
Le isole azoriane vennero scosse dai conflitti tra le fazioni conservatrici e liberali che lottavano per il controllo del Portogallo.
Durante le guerre liberali, le Azzorre divennero un importante teatro di scontri tra i sostenitori della monarchia assoluta e quelli del costituzionalismo.
Nel 1820 furono coinvolte nei movimenti di indipendenza e costituzionalismo che portarono alla creazione della Costituzione portoghese.
Le isole vennero poi dichiarate una Regione autonoma del Portogallo nel 1976, dopo la Rivoluzione dei garofani che rovesciò la dittatura di Salazar nel paese.
Nel XX secolo, le Azzorre conobbero una certa modernizzazione, pur mantenendo una forte tradizione agricola.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, le isole furono utilizzate dagli Alleati come base militare strategica.
Negli ultimi decenni, l’arcipelago ha visto un aumento importante del turismo, che ha contribuito alla crescita economica e alla modernizzazione delle infrastrutture locali.
La Regione gode di un’economia basata principalmente sull’agricoltura (in particolare la coltivazione di ananas, tè e vino), la pesca, e il turismo, che ha visto una crescita significativa grazie alla bellezza naturale delle isole e alla crescente attrattività come meta ecoturistica. (continua…)

 

 

 

 

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