(di STEFANO PODDI) Il Regno del Portogallo fu costituito da diverse casate, che governarono la parte ovest nella penisola iberica, durò dal 1139 al 1815 e dal 1825 al 1910 e comprendeva più o meno lo stesso territorio dell’attuale Portogallo.
Lo stemma del Regno del Portogallo presenta al centro uno scudo con fondo bianco che contiene altri cinque scudi più piccoli di colore blu, disposti in quinconce, disposizione geometrica di cinque punti posti a formare una croce, un punto per ogni lato e uno al centro, ognuno di questi scudi contiene a sua volta cinque bisanti (tondini di metallo) color argento.
Lo scudo è bordato di rosso, all’interno sono raffigurati sette piccoli castelli color d’oro ognuno dei quali presenta tre torri.
Secondo la più condivisa e accreditata delle interpretazioni i cinque scudi blu rappresenterebbero le cinque ferite ricevute da Gesù durante la crocifissione, sommando il numero dei bisanti all’interno dei cinque scudi al numero degli scudi stessi si ottiene il numero trenta, che rappresenterebbe i trenta denari ricevuti da Giuda dai sacerdoti per tradire il Messia.
Un’interpretazione alternativa a quella precedentemente esposta vuole che i cinque scudi rappresenterebbero i cinque re moreschi sconfitti da Alfonso I (1109 – 1185).
I sette castelli posti sul bordo rosso tradizionalmente rimanderebbero alle vittorie dei re portoghesi contro i Mori durante la Riconquista, fra queste la vittoria di Alfonso III contro il Regno di Algarve, ultimo dominio arabo sul territorio portoghese.
Nel corso dei secoli alla guida del Regno del Portogallo si alternarono diversi casati, fra questi quello che ha creato e prodotto le apólices, è stato il casato dei Braganza, che ha regnato dal 1640 al 1836. (l’articolo segue su AIC Magazine N.16)
