(di ALESSAMNDRO FIAMINGO) – L’introduzione dell’Euro rappresentò una svolta storica per la popolazione del vecchio continente. Nei mesi e anni precedenti al suo ingresso ufficiale, furono avviate diverse iniziative per permettere alla popolazione di familiarizzare con questa nuova valuta, portando alla luce una serie di esperimenti interessanti che hanno lasciato testimonianze tangibili sia in filigrana che in moneta metallica.
Sebbene la storia della moneta unica inizi intorno agli anni ’70, in questo articolo sarà preso in analisi un periodo ben specifico, ossia il triennio precedente all’introduzione dell’euro, rimanendo inoltre ben focalizzati sul solo ambito italiano.
In questo contesto, spicca la prima simulazione della nuova moneta in Italia, realizzata dal 1 ottobre 1997 al 31 marzo 1998, dai comuni di Fiesole e Pontassieve (provincia di Firenze) che emisero i propri euro da utilizzare nelle attività commerciali locali, creando una sorta di anteprima del futuro sistema monetario europeo.
Questa emissione fu anche riprodotta su una scheda telefonica, rendendo l’iniziativa ancor più diffusa e memorabile.
L’emissione comprendeva due gettoni metallici (50 Euro Cent e 1 Euro) e un buono cartaceo da 3 Euro, validi sul territorio comunale con un tasso di cambio di 2.000 Lire per 1 €.
Questo esperimento portò molti comuni a coniare le proprie monete metalliche, ma solo pochi estesero il progetto alla cartamoneta. Inoltre, si registrarono iniziative private come quelle dei supermercati Ipersidis di Cervasca e Fossano, che cavalcarono l’onda della curiosità stampando i loro “eurobuoni”.
Tra i comuni, il piccolo borgo montano di Stroppo, paesino in provincia di Cuneo con una popolazione di circa 100 abitanti, seguì l’idea creando il “Buono acquisto per la promozione della moneta unica europea”, in vigore dal 22 dicembre 1997 al 6 gennaio 1998, progettato da Franco Gavello con il contributo artistico del pittore locale Sergio Savio.
Mentre al dritto troviamo un disegno stilizzato “che rappresenta sul fronte l’idea di un bene primario dell’uomo: la libertà” al rovescio sono raffigurate due bifore che richiamano la facciata del Monastero, nonché Ospedale-Lazzaretto, costruito nel 1463 per assistere poveri e indigenti nella frazione di Caudano….(segue)
