EDOARDO CHIOSSONE, IL PADRE DELLA CARTAMONETA GIAPPONESE

(di Fabrizio Raponi) Era il 14 Gennaio 1875, a due giorni dal suo arrivo al porto di Yokohama, dopo un viaggio via mare di più di un mese, quando Edoardo Chiossone, un italiano di mezza età, entrava con il suo interprete di francese Naruse Tsunekazu, nell’ufficio del direttore dell’Officina carte valori del Ministero delle Finanze Giapponese, Tokuno Ryosuke.
Tokuno Ryosuke era un samurai del dominio Satsuma cui era stato assegnato il compito di creare un’officina carte valori.
Tokuno, nato a Kagoshima era profondamente dedito all’interesse nazionale, molto rispettato e stimato per la sua grande conoscenza storica e letteraria, per questo nel 1874, gli venne assegnata la direzione dell’Officina carte valori.
Fu tra i più potenti burocrati della riforma Meiji e uno dei protagonisti della modernizzazione industriale, tecnica e culturale del Giappone. Quando Tokuno decide nel 1874 che il Giappone dovesse stampare le proprie banconote, assunse tre specialisti europei: Chiossone come incisore, Karl Anton Bruck come stampatore e Bruno Liebers come tipografo…

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LA CARTA E LE BANCONOTE

(di Luigi Lanfossi) Nel 1967 Fabrizio De André cantava: “ …dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…”, a riprova di questo la carta, pur essendo stato il risultato di lavorazioni di materie prime di scarso valore quali gli stracci, è stata un elemento fondamentale per lo sviluppo della cultura e della civiltà.
E’ riconosciuto universalmente che la carta sia nata in Cina e la sua tecnica di produzione sia stata perfezionata nell’anno 105 ad opera di Ts’ai Lun, gran dignitario di corte.
In Cina si fabbricavano svariati tipi di carta, denominata carta bambagina (con la canapa, con steli teneri di bambù, con la scorza del gelso, con germogli di giunco, con muschio e licheni, con paglia di grano e riso, coi bozzoli del baco da seta…), ma predominava quella fatta con stracci di canapa, lino e cotone.
Anche le banconote sono apparse per la prima volta in Cina, Marco Polo (1254-1324) ne Il Milione descrisse come si produceva la cartamoneta durante il regno di Kublai Khan:
“Ora dovete sapere che il Grande Sire [il Gran Khan] fa fare una moneta come io vi spiegherò. Egli fa prendere la corteccia di un albero chiamato gelso, che è l’albero le cui foglie sono mangiate dai bachi da seta, e estraggono la pellicola interna che si trova tra corteccia e fusto dell’albero e da quella pellicola fa creare carte come il cotone tutte nere. Quando queste carte sono pronte, egli le divide in parti più piccole che per valore sono comparabili a una moneta da un tornese piccolo, l’altra vale un tornese, e l’altra vale un grosso d’argento di Venezia, l’altra un mezzo, l’altra due grossi, l’altra cinque, l’altra dieci e l’altra un bisante d’oro, l’alta due, l’altra tre e così via fino a dieci bisanti. Tutte queste carte erano caratterizzate dal sigillo del Gran Khan, e ne hanno prodotte così tante da corrispondere al valore del tesoro imperiale. E quando queste carte sono pronte, egli le fa usare in tutti i pagamenti e le spese in tutte le province e i regni e le terre dove egli è il nostro sovrano; e nessuno osa rifiutarle, per paura della morte.”…

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LE BANCONOTE DELLA LUOGOTENENZA DI UMBERTO II

(di Gustavo Cavallini) Il 5 giugno del 1944, dopo la liberazione di Roma, Vittorio Emanuele III si ritirava a vita privata, nominando il figlio Umberto II di Savoia Luogotenente generale del Regno in base agli accordi della Svolta di Salerno (aprile 1944).
“Svolta di Salerno” è l’espressione con cui viene definita la scelta politica compiuta da Palmiro Togliatti dopo il suo ritorno in Italia dall’ Unione Sovietica.
Il leader comunista annunciò che il suo partito era disposto ad accantonare la questione monarchica e a partecipare, con le altre forze politiche antifasciste, a un governo presieduto dal maresciallo Badoglio.
Grazie alla mediazione svolta dall’ Avvocato Enrico De Nicola, fu trovato un compromesso: Vittorio Emanuele III avrebbe trasferito i suoi poteri al figlio Umberto e dopo la fine del conflitto, insieme alle varie forze politiche che formavano il Comitato di Liberazione Nazionale, si sarebbe preso una decisione sulla questione costituzionale, che venne di fatto risolta dopo la fine del conflitto con il Referendum del 2 giugno del 1946…

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ALBERTO CANFARINI, IL MAESTRO DEL BULINO

 

(di Stefano Poddi) L’incisione è una delle piu’ importanti e decisive fasi della catena creativa e produttiva che determina la creazione di una banconota.
Questa tecnica nasce con il preciso scopo di divulgare il linguaggio figurativo attraverso la moltiplicazione in un numero elevato di esemplari stampati di un’opera d’arte, raggiungendo quindi l’obiettivo della riproducibilità seriale del prodotto artistico.
Le prime incisioni risalgono alla preistoria, con i graffiti riprodotti nelle grotte, con i motivi decorativi delle ceramiche e con le incisioni sull’osso e sulla pietra.
Il suo uso artistico si manifestò nella toreutica antica dell’antico Egitto, ed ebbe un grande evoluzione attraverso le realizzazione orafe del periodo medioevale.
L’uso delle superfici incise per trasferire gli elementi grafici e figurativi su carta iniziò solamente nel XV secolo.
Occorre fin da subito distinguere fra due tecniche artistiche di incisione:

• l’incisione in rilievo, nella quale sono incise le parti che in fase di stampa rimarranno bianche (p.e. xilografia)
• l’incisione in cavo, nella quale quanto viene inciso sul metallo corrisponde al disegno che si intende riprodurre (p.e. calcografia)…

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