LE MARCHE DA BOLLO PER CAMBIALI USATE COME CARTAMONETA NEL 1866

 

(di Enzo De Angelis) Il 1866 è l’anno della Terza guerra di indipendenza italiana. Questa guerra, che porterà all’annessione per l’Italia delle Province Venete e di parte del Friuli, ebbe importanti conseguenze per la circolazione monetaria e per la cartamoneta in particolare. Negli anni precedenti, dopo la proclamazione del Regno d’Italia il 17 marzo 1861, il nascente stato unitario perseguì l’obiettivo di avere una sola Banca Nazionale ed un’unica moneta. Per non creare strappi politico-amministrativi con le popolazioni degli stati di recente annessione si preferì dilazionare nel tempo gli interventi di unificazione. Per le Banche si mantenne un sistema ancora plurimo di Istituti di Emissione, mentre le vecchie valute furono sostituite gradualmente ricorrendo alla doppia circolazione monetaria.
In questo contesto la cartamoneta aveva un ruolo secondario, rappresentando meno del 10% della massa monetaria circolante, ed inoltre non era neppure obbligatorio accettarla nelle transazioni commerciali. Nel 1866 però, le forti spese necessarie per finanziare la guerra cambiarono bruscamente questo quadro economico. La Banca Nazionale finanziò lo Stato con un prestito di 250 milioni di Lire, ma al contempo ottenne l’introduzione del corso forzoso delle banconote, con l’obbligo quindi per chiunque di accettarle in pagamento…

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LA CARTAMONETA OSSIDIONALE DI PALMANOVA DEL 1814

 

(di Guido Crapanzano) Giulio Savorgnan (1510-1595), un esponente dell’antica nobiltà friulana, da giovane venne educato da un prelato Gesuita della Serenissima. I suoi studi lo portarono ad appassionarsi alla scienza delle costruzioni diventando così erede e successore dei grandi “Maestri d’opera medievali”, depositari della straordinaria ricchezza esoterica che trae la propria linfa dalle culture del bacino mediterraneo, in primo luogo dall’Egitto dei Faraoni. Consapevole che la pietra resiste nei millenni e perpetua il ricordo della storia e della simbologia, si dedicò interamente alle grandi costruzioni. Divenne così ingegnere militare e Generale della Repubblica di Venezia. Progettò e realizzò la costruzione di grandi opere di pietra per conto dei governanti, i soli committenti che disponevano del denaro e dell’autorità necessarie. Dato che all’epoca i paesi dell’area mediterranea erano soggetti a frequenti scorrerie di molte milizie e in particolare di quelle arabe, Savorgnan si specializzò nella costruzione di grandi strutture difensive. Progettò e realizzò infatti le più importanti fortezze del suo tempo. La sicurezza di queste costruzioni è rapportabile alla qualità delle conoscenze di Savorgnan, patrimonio che, ai tempi, era appannaggio di saperi esoterici come geometria sacra, astronomia, alchimia e Cabala, che riconducono al concetto di Tradizione, ovvero quell’insieme di conoscenze protette dall’assoluta segretezza cui si sentivano vincolati gli adepti.
A proposito della geometria sacra applicata alla costruzione delle Fortezze, troviamo nuovi rapporti matematici tra retta e curva basati sull’utilizzo del numero d’oro (1.618…) chiamato anche “sezione aurea”, una proporzione perfetta tra pesi e spinte.
Questo numero magico, chiave mistica dell’armonia nelle arti e nelle scienze, è stato utilizzato nei secoli per ottenere una dimensione armonica delle cose, dalla geometria all’architettura (Piramide di Cheope, Stonehenge, Partenone, Castel del Monte, le cattedrali medioevali tra cui il Duomo di Milano e, da ultimo, il Palazzo dell’ONU di NY) e dalla pittura alla musica (Leonardo da Vinci, Botticelli, Beethoven)…

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CONSIDERAZIONI SU DUE FEDI DI CREDITO INEDITE

(di Giovanni Ardimento) Nel periglioso ed affascinante percorso di studio sui nummi cartacei, capita di imbattersi in testimonianze del passato, la cui particolarità ed importanza, a volte può passare inosservata all’occhio meno attento del commerciante o del collezionista.
In un recente Convegno Numismatico, il rinomato Memorial Correale (che si svolge in tre momenti dell’anno a Castellammare di Stabia, Comune della città metropolitana di Napoli in Campania) ormai giunto alla sua decima edizione, mi è capitato di visionare un biglietto che presenta delle particolarità che meritano una attenta menzione.
Diamo innanzitutto uno sguardo al reperto, partendo dai suoi elementi costitutivi.
Si tratta di una “fede di credito formato biglietto” emessa dal Banco di Napoli, il primo Dicembre 1867 …

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MATERIALI, GRAFISMI E TECNICHE CONTRO LA FALSIFICAZIONE DELLE BANCONOTE

(di Luigi Lanfossi) Tutti noi ogni giorno maneggiamo e ci serviamo di oggetti di cui spesso non conosciamo ne le origini ne i processi della loro fabbricazione.
Tra questi, le più diffuse, amate e desiderate sono sicuramente le banconote.
I documenti di “valore”, essendo talvolta anche di valore molto elevato, sono sempre stati oggetto di numerosi tentativi di imitazione.
La contraffazione, fenomeno antichissimo e diffuso, si va oggi sempre più configurando come una vera e propria industria criminale, con gravi ripercussioni in ambito sia economico sia sociale.
La nascita di ogni nuova banconota, o di altro documento di valore, è quindi sempre l’esito di un lungo percorso di professionalità̀ e accuratezza, partendo dalla progettazione, fino alle elaborate e complesse fasi esecutive.
Ogni documento di valore, le banconote principalmente, racchiude diversi elementi di sicurezza realizzati utilizzando materiali particolari, elementi grafici e tecniche di stampa: calcografica, litografica, serigrafica, rilievo a secco e tipografica…

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