II Repubblica Romana, un buono inedito della provincia di Ascoli

 

(di Stefano Poddi) Dopo il papato di Gregorio XVI (6 febbraio 1831-1 giugno 1846), che era un convinto sostenitore della indivisibilità fra Stato e Chiesa e del dovere che avevano le popolazioni di sottomettersi ai loro rispettivi legittimi regnanti, l’elezione del papa Pio IX, venne salutata come la speranza di un governo equo e tollerante. Il papa concesse l’amnistia e chiuse i tribunali speciali, avendo ben presente il limite oltre il quale potesse essere messa in discussione lo stesso potere temporale.
Nei governi, fino ad allora appannaggio assoluto dei membri della curia, vennero inseriti i primi membri laici, mentre i riformisti, forti delle prime concessioni liberali, chiedevano altre libertà e puntavano ad avere una costituzione che avrebbe attribuito al popolo la sovranità.
Queste richieste ottennero l’effetto di spaventare Pio IX, il quale passò in breve da un consenso generalizzato ad una diffusa impopolarità.
Pellegrino Rossi era il Ministro dell’Interno, responsabile di mantenere l’ordine pubblico, reprimendo sul nascere ogni possibile disordine.
Il suo assassinio, avvenuto il 15 novembre 1849, diede il via alla rivolta popolare, facendo optare Pio IX per una repentina fuga a Gaeta, sotto la protezione di Ferdinando II.
A Roma subentrò un Governo provvisorio che sommerso da una situazione finanziaria fallimentare, emise dei boni e diede legalità a dei prestiti ad alto interesse, fino ad allora considerati eperseguiti come usura.

L’articolo continua su “AIC Magazine” Anno II, N.4

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il giornale della numismatica scrive di “CHARTA NUMMARIA”

                       

                             Stato, dei soci dell’AFI e di altre associazioni numismatiche.
                             Per informazioni: info@associazioneitalianacartamoneta.it

 

“COME SI FANNO I SOLDI” – dal 4 al 31 ottobre 2019 Milano

Venerdì 4 ottobre a Milano alle ore 10.30, nello spazio espositivo del grattacielo Pirelli di Regione Lombardia, in via Fabio Filzi 22, si inaugura la mostra “COME SI FANNO I SOLDI, la produzione di cartamoneta tra tecnologia e tradizione”, percorso espositivo che intende far conoscere al pubblico la storia e le tecniche di produzione delle carteva­lori: dal bozzetto alle prove stampa, dalle matrici alla stampa di banconote e documenti. Potrà essere visitata gratuitamente dal 4 al 31 ottobre, dal lunedì al venerdì, con orario continuato dalle 9.00 alle 18.00.

Curata da Luigi Lanfossi, vicepresidente del Museo della stampa e stampa d’arte a Lodi Andrea Schiavi, l’esposizione è la promessa che il Museo di Lodi, con la collabora­zione della Tipoteca Italiana Fondazione, dell’Archivio storico di Poste Italiane, della Fondazione Fedrigoni Fabriano, dell’Associazione Italiana Cartamoneta e con il supporto di LUXORO e KBA NotaSys, ha voluto mantenere.

La mostra, partendo da una tavoletta numera del 320o a. e., passa alle prime bancono­te cinesi e, attraverso le prime cartemonete italiane del Regno d’Italia, arriva ai nuovi euro dei giorni nostri_ Nella sezione dedicata ai francobolli, espone il primo francobollo al mondo, il “Penny Black”, i francobolli italiani prima dell’Unità d’Italia e i primi francobolli della Repubblica Italiana.

Esplora in particolare i materiali, gli aspetti grafici e gli elementi tecnici delle bancono­te, degli assegni e dei francobolli, tutti supporti cartacei “che oggi, in molti casi, sono sul punto di essere soppiantati in favore di nuovi strumenti e tecnologie”. Uno sguardo particolare è dedicato agli artisti con l’esposizione di loro preziosi bozzetti originali di banconote, francobolli e titoli azionari.

Curiosa è l’esposizione dei tagli da mille lire che illustrano la storia di questa mitica banconota: tutti ricordano il motivo della canzone “Mille lire al mese” (1939), quasi racconto di un immaginario nazionale legato ai soldi.

Il rovescio della medaglia è il mondo della falsificazione, che il cinema ha immortalato nel film divenuto l’icona dei tentativi fraudolenti: La banda degli onesti (1956), con Totò e Peppino De Filippo. Involontario protagonista della pellicola è il celebre biglietto da 10.000 lire in esposizione, apparso per la prima volta nel 1948. Però la più grande operazione di contraffazione di banconote di tutta la storia, fu quella che nel 1942 Hitler affidò al maggiore delle S.S. Bernhard Kruger, milioni di sterline inglesi furono realizza­te all’interno di un campo di concentramento. Entrambe le banconote, vera e falsa, sono ammirabili in mostra.

Il giorno dell’inaugurazione e ogni martedì, utilizzando antichi torchi e attrezzature del Museo di Lodi, verranno effettuate dimostrazioni di stampa calcografica e tipografica, stesse tecniche con cui si stampavano in origine banconote e francobolli.

 

LA FORMA, DALLA GESTUALITA’ ALLA TECNICA

(di Livia Faggioni) La storia della forma rappresenta la spina dorsale della tecnologia della carta in senso storico, poiché la scelta e la preparazione della materia prima, come la qualità e l’aspetto del prodotto finito sono strettamente commessi alla forma.

* Il “lavorente” in piedi con lo stomaco che poggia contro il tino, ha la forma davanti a sé che giace sul piano di scorrimento. Mette il coscio sulla forma, iniziando da uno degli angoli vicini, di solito quello di sinistra. […] Dopo aver messo il coscio sulla forma il “lavorente” li stringe forte insieme con le mani sui lati corti, preme con i pollici sul coscio e con le altre dita sulla for­ma, facendo questi gesti con fermezza, in modo tale che il coscio racchiuda solidamente il bordo superiore del telaio della forma e la sua tela metallica. Poi solleva insieme forma e coscio e li immerge nella poltiglia (impasto) nel tino. […] Due sono i modi di immersione: il primo potrebbe essere chiamato ad “immersione parziale”. Piegato sopra il bordo del tino il “lavorente” sten­de le braccia e abbassa la forma più o meno verticalmente immergendola nell’impasto, fermandosi quando la forma è immersa per circa un terzo o a metà della superficie.

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CONFRONTO FRA I CATALOGHI 2019

(di Stefano Poddi) “La carta moneta, fuori corso” (nella collezione dell’autore), è uno dei primi cataloghi sulla cartamoneta. Pubblicato nel 1937 dalla Libreria Cappelli di Bologna l’autore è Ezzelino Magli.

Nella prefazione del catalogo scriveva di lui il poeta Carlo Zangagni, “Medico di severa scuola e di egregio valore, avrebbe potuto raggiungere fama e quattrini, operando in terraferma: ha preferito correre i mari, quale medico di bordo. Cosi egli ubbidiva all’imperativo della sua natura poetica: malato di viaggi, egli indulgeva a questa sua passione errabonda, con la scusa di curare i malati in viaggio.

L’autore analizza quella che chiama “… la mia piccola raccolta…” dovuta alla sua passione e ai suoi numerosi viaggi, parla delle sue banconote e ne descrive le caratteristiche, le iscrizioni e le dimensioni, ne riproducendone l’immagine in b/n e ne elenca i diversi valori emessi.

Non c’è nessuna valorizzazione delle banconote, perché’ non esisteva ancora un mercato della cartamoneta, si trattava solo della sistemazione e divulgazione della sua collezione privata.

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AIC Magazine Anno II, N. 3

     EDITORIALE

A diciotto mesi circa dalla fondazione della Associazione Italiana Cartamoneta, avvenuta nel novembre 2017, mi pare che sia giunto il momento di tracciare insieme un bilancio, di quello che abbiamo fatto e di quello che intendiamo fare per il futuro.
Siamo diventati oltre cinquanta Soci, di cui il circa il venti per cento sono Soci Sostenitori, ovvero Soci e Istituzioni che hanno creduto in noi, nelle nostre capacità, nella nostra voglia di fare e di creare ciò che prima non c’era.
Per il 2019, quasi tutti i Soci che erano iscritti per il 2017/2018, hanno rinnovato la loro iscrizione, questo vuol dire che non abbiamo deluso le loro aspettative.
Il nostro impegno è stato premiato, c’è stato un continuo scambio e condivisione di idee, sia all’interno del Consiglio direttivo, sia direttamente con i singoli Soci, per telefono o dal vivo durante gli incontri ai Convegni numismatici di Verona e di Bologna.
Molto è stato fatto, ma moltissimo c’è ancora da fare, per cui chi avesse voglia di collaborare, di portare il proprio contributo, non solo di idee, ma anche di impegno reale, sarà gradito e benaccetto.
Ai Soci che hanno preferito non rinnovare l’iscrizione, va comunque il nostro cordiale saluto e la gratitudine per aver percorso un tratto di strada insieme.
È vero qualcuno se ne è andato, ma nel frattempo diversi altri si sono iscritti ex-novo, portando il loro prezioso contributo di esperienza e di entusiasmo.
Stiamo ideando e pianificando due importanti iniziative, che si svolgeranno prima la fine dell’anno.
La prima iniziativa è organizzata insieme al “Museo della stampa e stampa d’arte” di Lodi, in particolare con il Dott. Luigi Lanfossi, che è Vice Presidente del Museo e nostro Socio Onorario.
Si tratta della mostra dal titolo “Come si fanno i soldi”, che si svolgerà a Milano nel Palazzo Pirelli, nel mese di ottobre.
Una mostra particolarmente ricca di reperti storici della cartamoneta e delle carte valori, per il visitatore sarà come fare un viaggio nel tempo.
La seconda iniziativa è programmata per il prossimo ottobre, comprenderà una sessione di studi che si svolgerà nella mattinata, con una serie di relatori particolarmente qualificati, alla quale saranno invitati sia i Soci, che i rappresentanti della Istituzioni.
A questa sessione seguirà un pranzo leggero, per passare poi nel primo pomeriggio ad una “Assemblea straordinaria” riservata ai Soci, nella quale incontrarci di persona per proporre e condividere le nostre idee, per il futuro e la crescita dell’Associazione.
Per entrambe le iniziative sarete comunque informati nel dettaglio tramite le email sociali e dal nostro sito web.
Il terzo numero di “AIC Magazine”, che si distingue dalle altre pubblicazione simili per la mancanza di qualsiasi contenuto pubblicitario (cosa rara di questi tempi), è costituito da sette articoli o saggi particolarmente interessanti, ricchi di contenuti originali, corredati da immagini, tabelle e grafici esplicativi.
Si passa dalla produzione della carta con relativa filigrana alle banconote in polimero di plastica, da una particolare banconota delle Regie Finanze all’ultima banconota emessa dalla Banca d’Italia prima dell’euro, dai convegni numismatici nel mondo al consueto confronto fra i principali cataloghi sulla cartamoneta italiana.
Un avvincente caleidoscopio fatto di immagini, di tecnologie e di storie suggestive, che riguardano il mondo della cartamoneta.
Dalle sue origini (la carta, le Regie Finanze, la lira, ecc.), al suo futuro (la rivoluzione polimerica, i convegni numismatici in Asia, ecc.), senza dimenticare il suo presente (la stampa calcografica, il confronto fra i cataloghi, ecc.).

Il Direttore
Stefano Poddi

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