( di Paolo Cardia ) Di fronte a un numeroso e come sempre competente auditorio, si è tenuta la tradizionale Asta taurinense che ha riservato grandi numeri, specialmente nel settore delle monete.

Le Aste si sono svolte in tre sessioni per un totale di 1.785 lotti, la cartamoneta iniziava dal lotto 1.566 fino al 1.630, quindi 65 lotti composti da una singola banconota, piu’  13  lotti composti da un insieme di banconote, per un totale di 78 lotti.

Come e’ facile evincere la parte del leone l’hanno fatta le monete e le medaglie, sia dal punto di vista del numero dei lotti proposti, sia dal quello del realizzo, in relazione al singolo lotto e in complessivo.

 

Nel comparto della Cartamoneta erano presenti diversi lotti molto interessanti  che hanno richiamato l’interesse del pubblico, reduce dal sempre prestigioso Convegno di Verona.

 

Tra gli altri, il lotto 1.583, il 25 lire del 1902 Vittorio Emanuele III, da sempre la star nel settore, che ha spuntato 8.000€, oltre naturalmente il 20% di commissione e le spese di spedizione, partendo da un invogliante prezzo di partenza di euro 6.000.

 

La mancata “battaglia” tra i concorrenti può spiegarsi sia con la non eccelsa qualità del pezzo che con il particolare momento economico che vive il Paese.

 

Il lotto 1.576, il biglietto di stato da 25 lire del 1895 Umberto I, partito da 2.000 €, che e’ stato battuto a 3.600 €.

 

Comunque il giudizio complessivo non può che essere di segno positivo e mantenere accesa la fiammella della passione di tanti collezionisti.

Le Aste  si sono chiuse con un realizzo complessivo di due milioni (diritti inclusi) e il 70% dei lotti venduti nella due giorni.

 

 

×
Show