ASSOCIAZIONE ITALIANA CARTAMONETA

"Pecunia, si uti scis, ancilla est; si nescis, domina"

Incontro dei soci dell’AIC e “AIC Magazine” al 130° VERONAFIL

Breve sintesi dell’incontro dei Soci della Associazione Italiana Cartamoneta del 25 maggio 2018 e della presentazione della pubblicazione “AIC Magazine” Anno I, Numero 1  al 130° VERONAFIL

L’incontro dei Soci dell’Associazione Italiana Cartamoneta (AIC) è stato aperta dal dott. Roberto Ganganelli, Presidente dell’Accademia degli Studi di Numismatica, il quale ha sottolineato l’importanza della novità editoriale rappresentata da “AIC Magazine”, la prima rivista italiana completamente dedicata alla cartamoneta
Ha quindi illustrato nel dettaglio il primo numero della rivista, facendo una accurata descrizione dei contenuti dei tredici articoli pubblicati.
Sottolineando come, pur essendo gli articoli pubblicati diversi, sia nell’approccio utilizzato che nella trattazione del tema, questi riuscissero a rappresentare nel loro insieme il frastagliato panorama del mondo del collezionismo e dello studio della cartamoneta.
E’ poi intervenuto il dott. Stefano Poddi, Presidente dell’Associazione Italiana Cartamoneta e Direttore di “AIC Magazine” , il quale ha tracciato un bilancio delle attività culturali, svolte a soli sei mesi dalla presentazione dell’Associazione Italiana Cartamoneta avvenuta al 129° VERONAFIL.
Bilancio decisamente positivo, che fra le altre attività a dato luogo alla pubblicazione del primo numero di “AIC Magazine”, una rivista di quaranta pagine senza sponsor ne pubblicità, graficamente molto piacevole, ricca di contenuti e di spunti di studio.
La pubblicazione, raccoglie l’impegno ed il lavoro di ricerca di numerosi collezionisti, cultori della materia e studiosi della cartamoneta italiana, approfondendone i diversi e molteplici aspetti. […]

La lunga storia del Biglietto di Stato da 10 lire – Non sempre una bella donna trova facilmente marito

(di Gerardo Vendemia) Se il Biglietto di Stato da 10 lire con l’effige di Vittorio Emanuele III fosse stato un’elegante signora, la sua storia sarebbe stata l’ottima fonte di ispirazione per un regista. Ma scopriamo meglio i fatti. Nel 1915 sul trono del Regno d’Italia sedeva da tre lustri Vittorio Emanuele III, succeduto al padre Umberto I a seguito dell’assassinio di Monza del 29 luglio 1900.
Il 24 maggio l’Italia dichiarava guerra all’Austria e fin dall’inizio delle ostilità il Re fu costantemente presente al fronte, affidando parte delle sue funzioni allo zio Tommaso di Savoia-Genova, che rimase Luogotenente per circa quattro anni, fino al 6 giugno 1919. All’incirca dal 1900, la stampa delle banconote nei tagli da 50 a 1000 lire era affidata a soli tre istituti: la Banca d’Italia, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia.
La gestione dei tagli più piccoli in carta, da 1 a 25 lire, denominati Buoni di Cassa e Biglietti di Stato, era compito del Ministero del Tesoro. Si occupava quindi della stampa l’Officina Governativa Carte-Valori di Torino…

L’articolo continua su “AIC Magazine Anno I Numero 1   […]

De La Rue, la tipografia inglese nella storia delle banconote italiane

(di Enzo De Angelis e Stefano Poddi) | La Società tipografica inglese De La Rue è stata, e lo è tutt’ora, una delle più importanti stamperie di carte valori del mondo. Fondata all’inizio del XIX secolo da Thomas De La Rue, da quasi 150 anni stampa, tra le altre cose, francobolli e banconote per numerosi paesi in tutto il mondo.
Il periodo che ci interessa è quello immediatamente successivo alla proclamazione del Regno d’Italia, avvenuta il 17 Marzo 1861, in cui il nascente Stato nazionale si trovò  a confrontarsi con gli enormi problemi dovuti alla recente unificazione. Tra questi anche la produzione di carte-valori adeguate e rappresentative del nuovo Stato.
Dal 1851 fino al 1862 la realizzazione dei francobolli del Regno di Sardegna prima, e del Regno d’Italia poi, fu affidata al litografo torinese Francesco Matraire, il quale negli anni 1859-60 si trovò in condizioni difficili per le continue richieste di forniture di francobolli che l’annessione dei nuovi territori comportava. Non era chiaramente una situazione sostenibile per un’impresa semi artigianale, anche se genialmente condotta, come quella del Matraire…

L’articolo continua in “AIC Magazine” Anno I, Numero 1
[…]

Repubblica Romana, un inedito bono di Arsoli

(di Stefano Poddi e Enzo De Angelis) | L’uccisione di Pellegrino Rossi fu la scintilla che innescò le passioni popolari che esplosero in tumulti e rivolte, portando alla nascita della Repubblica Romana del 1849.La sua morte venne determinata dalla Carboneria romana, il suo esecutore materiale fu Luigi Brunetti, figlio di Ciceruacchio, fucilato in seguito dagli Austriaci insieme al padre.
Chi era Pellegrino Rossi?
Nato a Carrara, nel Ducato di Massa e Carrara, il conte Pellegrino Rossi (1787–1848) fu un insigne, economista, giurista, docente, diplomatico e politico italiano.Sotto il pontificato di  Pio IX, ricoprì diversi ruoli nel governo dello Stato Pontificio: ministro della giustizia, ministro dell’interno e primo ministro nel governo dello Stato Pontificio.
Convinto federalista, lavorò all’istituzione di una Lega doganale tra gli antichi Stati italiani, che venne affossata da Carlo Alberto di Savoia…

L’articolo continua in “AIC Magazine” Anno I. Numero 1
[…]

CONFRONTO DELLE VALUTAZIONI DEI CATALOGHI 2018: ALFA, CRAPANZANO & GIULIANINI E GIGANTE

(di Stefano Poddi e Dario Maraviglia) | “La cartamoneta fuori di corso” di Ezzelino Magli, “Cartonumofilia” di Alessandro Giuliana Alajmo, “La cartamoneta in Italia” di Isaia Volonte’, “Catalogo della Carta-Moneta” di Gastone Sollner, “La cartamoneta italiana” di Cesare Bobba, “La cartamoneta italiana antica e fuori corso” di Libero Mancini, “Prezzario della cartamoneta italiana” di Francesco Capozzi, “La cartamoneta italiana 1746-1960” di Adolfo Minì.
Questi sono, per citarne solo alcuni, gli eroici antenati dei cataloghi di cartamoneta italiana oggi in commercio.
Luminosi esempi di dedizione e di ostinata passione per la cartamoneta  antica e fuori corso, ovvero per le banconote da collezione.
Dall’impegno e dall’esempio di questi pionieri prendono le mosse i tre cataloghi che confrontiamo in relazione ai prezzi riportati.
Uno degli elementi che caratterizza ogni repertorio numismatico, e’ la valutazione delle diverse banconote, in relazione principalmente alla rarità, allo stato di conservazione  e alla consistenza della richiesta…

L’articolo continua in “AIC Magazine” Anno I, Numero 1

[…]

XV INTERNATIONAL NUMISMATIC CONGRESS (INC) – Taormina 2015

I BUONI DEI PRIGIONIERI DI GUERRA ITALIANI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

(di Stefano Poddi) | “La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi…”, cosi scriveva Karl von Clausewitz (1780–1831) nel suo trattato di strategia militare “Della guerra” (Vom Kriege), al quale  lavorò dal 1818 al 1830 e che venne pubblicato postumo nel 1832.La guerra però, anche se può essere considerata uno strumento politico, quindi frutto di una decisione di organismi politici rappresentanti la maggioranza della comunità, ha effetti ben  più cruenti e devastanti di ogni altro strumento politico, e’ una strada senza ritorno dove ci si gioca il tutto per tutto.

Un conflitto militare, al di là di quanto scriveva, tentandone una razionalizzazione, il teorico militare prussiano, e’ costituito da tattiche e strategie, da uomini e mezzi,  da paura e terrore, da feriti, morti e moribondi.Oltre al grande numero di morti, mietuti fra le fila dei combattenti, ma spesso anche falciati fra i civili,  le guerre producono anche prigionieri di guerra, catturati fra gli avversari durante gli scontri e le battaglie; questi nei primi conflitti venivano uccisi o resi schiavi, cosa che accadeva anche per i bambini, le donne e gli anziani, della tribù o della comunità sconfitta.

Il prigioniero, in questo caso, non era depositario di alcun diritto, la sua sopravvivenza dipendeva esclusivamente dalla sua possibile utilità per chi lo avesse catturato e dalla quantità di cibo disponibile per la sua sopravvivenza.Nel corso dei secoli la figura del prigioniero di guerra cambia in sintonia con lo spirito del tempo, i suoi diritti e il suo trattamento vengono influenzati dall’etica e dalla morale, che con fatica si vanno imponendo nella società civile…

L’articolo continua in “AIC Magazine” Anno I. Numero 1

[…]

ASTE BOLAFFI NUMISMATICA 29-30 novembre 2017

( di Paolo Cardia ) | Di fronte a un numeroso e come sempre competente auditorio, si è tenuta la tradizionale Asta taurinense che ha riservato grandi numeri, specialmente nel settore delle monete.

Le Aste si sono svolte in tre sessioni per un totale di 1.785 lotti, la cartamoneta iniziava dal lotto 1.566 fino al 1.630, quindi 65 lotti composti da una singola banconota, piu’  13  lotti composti da un insieme di banconote, per un totale di 78 lotti.

Come e’ facile evincere la parte del leone l’hanno fatta le monete e le medaglie, sia dal punto di vista del numero dei lotti proposti, sia dal quello del realizzo, in relazione al singolo lotto e in complessivo.

[…]

×
Show